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Perché non vi sarà una crisi del credito fino al 2025

Data pubblicazione: 11 novembre 2024

Autore: Giovanni Puleo

Giovanni Puleo
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La crisi del credito è un tema che i media ripropongono regolarmente, con differenze ogni anno basate sui nuovi dati economici.

Negli ultimi due anni, la preoccupazione si è concentrata sull'inflazione e l'aumento dei tassi d'interesse. Quest'anno, invece, i timori di una crisi creditizia derivano dall'opposto: la Fed ha iniziato ad abbassare i tassi.


In realtà, una crisi del credito può verificarsi sia in un contesto di tassi in crescita sia durante un allentamento monetario. Quindi, non è il livello dei tassi il miglior indicatore per valutare una possibile crisi. Senza entrare troppo nei dettagli, affermo che una crisi del credito negli Stati Uniti è improbabile almeno fino al 2025.


Questa previsione si basa su un fattore semplice: un'ondata di fallimenti avverrebbe solo in corrispondenza delle scadenze del debito. Un esempio è la crisi di Evergrande, colosso dell'edilizia cinese, che è collassato quando le sue obbligazioni sono scadute senza che potesse rimborsarle.


Secondo un grafico di Bloomberg, le scadenze delle obbligazioni aziendali americane sono state in gran parte rinnovate o saldate, garantendo stabilità almeno per i prossimi due anni. In agosto, infatti, società non finanziarie con rating fino alla categoria "spazzatura" hanno rimborsato o rifinanziato oltre 170 miliardi di dollari in obbligazioni con scadenze nei prossimi due anni, superando l'ammontare del 2021, quando i tassi di interesse erano molto bassi. Il grafico evidenzia che i rimborsi del 2024 rendono improbabile una crisi del debito nel prossimo biennio.


Quest'anno, le società hanno emesso obbligazioni ad alto rendimento per oltre 350 miliardi di dollari, la più grande emissione dai tempi della pandemia, sostenuta da una forte domanda degli investitori. Questo ha portato il mercato del credito privato a un valore di 1,7 trilioni di dollari. Inoltre, il taglio dei tassi della Fed di 50 punti base a settembre ha aumentato le opportunità di rifinanziamento per le aziende. I


ll 2024 è diventato quindi un anno favorevole per il mercato obbligazionario, soprattutto per i titoli ad alto rischio. Con queste condizioni, una crisi del credito è molto improbabile per i prossimi due anni, proteggendoci da una potenziale recessione o ondata di fallimenti.


È chiaro che il debito non può essere rinviato indefinitamente e resta un punto vulnerabile per l'economia occidentale. Tuttavia, è fondamentale affrontare gli investimenti per fasi. Sebbene il debito sia un rischio rilevante, fermarsi in attesa di una crisi non è una strategia sostenibile.


Considerato che i rischi nel mercato del credito sono gestiti fino alla fine del 2025, si possono pianificare investimenti a medio-lungo termine su titoli americani e asset legati agli USA, per sfruttare le opportunità di crescita senza lasciare il capitale inattivo.


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