Un fattore economico chiave dietro il recente crollo di borsa
Data pubblicazione: 06 settembre 2024
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Il recente sell-off che ha colpito tutte le borse e gli asset globali ha diverse cause contingenti legate a fattori geopolitici, al mercato dei derivati, alla stagionalità, e così via. Questi fattori, però, hanno generalmente un impatto di breve durata, simile a quello di una notizia sui media.
In occasione di questi crash, è fondamentale domandarsi se esistano cause economiche di fondo, poiché nel medio-lungo termine, sono queste a fare davvero la differenza.
Il notevole ribasso dei mercati degli ultimi giorni ha una causa economica significativa, derivante dalla recente decisione della Banca del Giappone di aumentare i tassi di interesse dello 0,25%. Sebbene questo incremento possa sembrare minimo, esso ha avuto un impatto rilevante sui mercati globali, specialmente sulla strategia del carry trade sullo yen, largamente utilizzata dai gestori di fondi e dai grandi investitori.
Ma cosa significa tutto ciò?
Il carry trade sullo yen è una strategia in cui gli investitori prendono in prestito yen a tassi di interesse molto bassi per investire in asset ad alto rendimento denominati in altre valute. Questa strategia è stata una fonte importante di liquidità per i mercati globali, comprese le criptovalute. Tuttavia, con il rafforzamento improvviso dello yen, le posizioni di carry trade sono diventate rapidamente perdenti, costringendo molti trader a liquidarle, creando un effetto a catena su varie classi di asset.
Le conseguenze del cambiamento di politica della Banca del Giappone sono state drammatiche. L'indice Nikkei 225 giapponese è crollato del 12,4%, registrando la sua peggiore sessione dal 2011. La turbolenza in una delle maggiori economie del mondo ha amplificato l'incertezza nei mercati globali.
Le prime a subire significative perdite in borsa sono state le banche, sia asiatiche che occidentali. L'aumento dei tassi sullo yen ha ridotto la liquidità soprattutto nelle banche giapponesi, che possiedono la maggior parte dei titoli di debito del loro paese. Questo potrebbe provocare un effetto simile a quello visto nel 2022 in alcune banche americane di medie dimensioni, quando i titoli di stato in portafoglio hanno iniziato a perdere valore, esponendo queste banche a potenziali crisi di liquidità in caso di "bank run" da parte dei clienti.
Il rischio di crisi bancarie in Giappone simili a quelle americane del 2022 ha inevitabilmente contagiato le banche di tutto il mondo, che detengono vari quantitativi di titoli giapponesi. La conseguente caduta in borsa dei titoli bancari ha fatto capire agli investitori che esiste un potenziale rischio di liquidità e una debolezza del sistema finanziario globale, poiché ora questo sistema deve trovare nuove fonti di liquidità per sostituire quella denominata in yen.
Sebbene questa sia senza dubbio una causa economica reale e fondamentale del calo di tutti gli asset, bisogna notare che non è un fattore di lungo termine. Infatti, il declino del Giappone avviene in controtendenza rispetto alle economie occidentali, che stavano già tornando a politiche di espansione della liquidità.
Anzi, è probabile che questo incidente acceleri l'inversione di rotta delle economie occidentali da politiche di alti tassi verso politiche di bassi tassi. Con il senno di poi, non è da escludere che ci sia stato persino un accordo tra le banche centrali, in base al quale la Banca del Giappone, che avrebbe dovuto iniziare ad alzare i tassi già da tempo, abbia ritardato questa decisione per non aggravare, con lo shock di liquidità che ne sarebbe derivato, le già difficili conseguenze dei rialzi dei tassi effettuati dalle banche occidentali tra il 2022 e il 2023.
Il fatto che lo "shock" proveniente dal Giappone sia stato ritardato fino a questa fase in cui il sistema finanziario globale sta già recuperando liquidità, certamente ne limiterà gli effetti negativi e, come detto, potrebbe spingere alcuni paesi ad accelerare l'allentamento monetario, creando nel medio termine un'inversione della tendenza ribassista nei mercati.
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